giovedì 14 aprile 2011

I sonetti in romanesco

Ogni tanto scrivo.
Si tratta di un vecchio vizio di famiglia (mio padre scriveva e lo faceva molto meglio di me) difficile da estirpare.
Quando vedo o sento una cosa che non mi va giù o mi commuove, il forbito e tutto sommato "artificiale" italiano sparisce per un attimo, lasciando spazio al naturale, sanguigno e originale romanesco; coniugato a un po' di mestiere acquisito nei lunghi anni di frequentazione di alcuni poeti romaneschi ormai scomparsi. Ed escono fuori cose come queste qui.


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