giovedì 14 aprile 2011

I sonetti in romanesco

Ogni tanto scrivo.
Si tratta di un vecchio vizio di famiglia (mio padre scriveva e lo faceva molto meglio di me) difficile da estirpare.
Quando vedo o sento una cosa che non mi va giù o mi commuove, il forbito e tutto sommato "artificiale" italiano sparisce per un attimo, lasciando spazio al naturale, sanguigno e originale romanesco; coniugato a un po' di mestiere acquisito nei lunghi anni di frequentazione di alcuni poeti romaneschi ormai scomparsi. Ed escono fuori cose come queste qui.


domenica 3 aprile 2011

La formula della felicità

"Base per altezza diviso due" non è soltanto la formula per ottenere l'area di un triangolo, ma è anche quella della perfetta armonia coniugale. Sembra un battuta, una "trovata originale", ma non è così.
Una larga base d'intesa, ma anche una base solida su cui costruire, un supporto materiale ma non solo materiale, un quantitativo che verrà elevato a qualità dalla successiva dimensione; l'asse orizzontale della Croce.
L'altezza della virtù e della nobiltà d'animo, delle aspirazioni e dell'ardore, dell'entusiasmo e del coraggio, della capacità di sacrificarsi e di donare, la dimensione qualitativa, in una parola: l'Amore; l'asse verticale della Croce.
Ma tutto questo, per avere un senso e per far "tornare i conti", deve rigorosamente essere diviso per due.
Non per uno o uno e mezzo, non per tre o quattro: soltanto due, niente altro che due.
Quando tutto, ma proprio tutto, è diviso per due, e solo per due, allora i conti tornano, l'armonia è perfetta e il resto del mondo assume la propria collocazione e ritrova la propria importanza: tutto diventa meraviglioso e gli altri, tutti gli altri, diventano il prossimo da amare come noi stessi.