lunedì 30 giugno 2014

La perdita di due sensi

Se fra qualche tempo, la razza umana dovesse perdere improvvisamente, da una generazione all'altra, un paio dei cinque sensi che ogni essere umano oggi possiede, si verrebbe a verificare un interessante quanto simbolico paradosso.
Dopo qualche generazione, i giovani, parlando dei vecchi ormai trapassati e non più consultabili direttamente, potrebbero pensare e dire di questi ultimi che si sono inventati tutto, in merito, per esempio, all'olfatto e al gusto.
Direbbero che non è mai esistito un olfatto, quando annusando un fiore non venisse percepito più nulla dalla atrofizzata mucosa olfattiva; che non è mai esistito un gusto, quando assaporando un cibo non si venisse più inebriati tramite le inani papille gustative.
E potrebbero sorgere interessanti quanto bislacche teorie: le caste dei profumieri e dei cuochi, avrebbero per anni soggiogato il mondo, ancora arretrato e non consapevole, con subdole quanto vuote teorie, proprio per mantenere il proprio potere sugli uomini e per avere un riscontro economico, da un inesistente ambito immaginario, imposto ad arte.
Gli uomini non avrebbero mai potuto annusare e gustare nulla, ma i delinquenti gestori dei falsi sensi, avrebbero influenzato e mentito al mondo per le loro disoneste finalità: potere e denaro.
E la sciocca umanità di quei tempi, avrebbe assecondato i perversi padroni per paura, per ignoranza, per cieca obbedienza, per abitudine.
Il gusto e l'olfatto come inganno collettivo.
E chi mai potrebbe più contraddire i progrediti e dotti scienziati, quando ogni evidenza di laboratorio potesse dimostrare che è stato tutto un imbroglio, perché nessuno percepisce più nulla?

Fantascienza, si potrebbe facilmente dire, oggi, che gustiamo e annusiamo.
Ma procediamo con altre ipotesi bizzarre.
Ipotizziamo, con la stessa fantasia della possibile perdita dei sensi, che per esempio il senso del Sacro e la Religiosità, fossero in un tempo passato, dei sensi reali, così come oggi sono reali e non contestati, il gusto e l'olfatto.
Che prospettiva diversa assumerebbe tutta la critica atea e anti religiosa di questo nostro tempo disgraziato!
Si potrebbe pensare ad un ambito vero, reale; che fornisce sensazioni precise e documentabili, risposte concrete e riscontri oggettivi.
Con rituali e conseguenze, con prese di contatto e risposte; con parole di potenza e conseguenti reazioni dal profondo dell'inesprimibile.
Niente più preti furfanti che inventano Dei inesistenti, utili solo alle loro mire; niente più "oppio dei popoli" teorizzato da dottrine a corto di verità.
Soltanto un mondo perduto, non più fruibile, perché le facoltà dell'uomo attuale si sono atrofizzate.
Un profumo magnifico, non più percepibile perché ormai privi di naso; un sapore sublime non più alla nostra portata perché impossibile da gustare.
Un coito impossibile perché oramai inguaribilmente impotenti.

Ma per fortuna tutto questo è solo fantasia: teniamoci stretti i nostri sensi, e le nostre dotte critiche al mondo dello Spirito del tempo che fu, perché è vero quel che si può provare, non quello che forse c'è stato o forse ci sarà.

venerdì 6 giugno 2014

E lo senti tornare

Un raggio di sole si accende
e dona il coraggio, riporta la gioia
mettendo del sale all' insipido piatto
che è diventata la magra esistenza.

L'amore, spezzato o perduto,
che muoia o finisca, non è differente:
è lutto e dolore che lacera il cuore
e lascia rovine sul proprio cammino.

Ma c'è chi consola chi soffre:
è forza potente, un impeto antico
e nuovo ad un tempo, sapiente bellezza,
con sette regali e nove suoi frutti.

Lo senti tornare di nuovo,
quel senso di forza, che vince la morte
quel vento leggero che supera i monti
e apri, sereno, le braccia alla vita.

Armando Luciani -15/5/2014 -